La ricetta della zia Domenica

Ecco una nuova rubrica per la Domenica: la cucina.`Non è una delle mie passioni, o meglio, mi affascina molto come mondo, ma non sono abbastanza paziente e sicura di me per dedicarmici con gioia. Quando mi metto ai fornelli subisco la trasformazione in belva umana, mi arrabbio, dico parolacce, sbuffo… insomma, meglio starmi alla larga. Peccato, perché praticamente passo ore a guardare trasmissioni in tv o blog online sulla cucina, a leggere riviste culinarie… sono affascinata da tutto quanto è nuovo e da quanto è tradizionale. L’altro giorno, per esempio, ho visto Diario di un goloso, che mostrava dei piatti nuovi per me cucinati con delle prelibatezze tipiche delle Hawaii, e un’altra trasmissione con David Rocco, che preparava delle gustosissime zuppe con ingredienti caserecci e tradizionali come fagioli, pomodoro, erbette,…. gnam gnam!! 😀

Per fortuna devo cucinare per la mia dolce metà, così ho una motivazione per mettermi ai fornelli e cercare di imparare a gestire il nervosismo che mi assale quando cucino. Sonoconvinta che con la pratica anche io potrò diventare una buona cuoca come la mia mamma! 🙂
 Un pasto che mi riesce bene e che non è nemmeno motlo elaborato è il pollo al curry per allergici al lattosio. Ho imparato a preparare questa versione “light” del pollo al curry quando ho ospitato per qualche mese uno studente allergico al lattosio. Le quantità dei diversi ingredienti vanno a piacimento, non c’è una regola fissa.

Ingredienti: pollo (1 petto a persona) che va tagliato a pezzeti (come lo spezzatino), farina, spezie per curry (io metto curcuma, coriandolo in polvere, poco cardamomo in polvere, curry dolce, curry piccante, paprika dolce, cannella), sale marino alle erbe, acqua e frutta per macedonia (io prendo le scatolette con uva bianca, mela, pera, pesca e banana), ev. noce di burro.

Far abbrustolire i pezzetti di pollo in poco olio extravergine di oliva finché ottengono un bel colore dorato, poi aggiungere spolverizzando la farina, l’acqua, il sale e le spezie.

 Io amo il sapore della cannella e del coriandolo in polvere, quindi abbondo. Di curcuma ne metto poca perché comunque è già presente nel curry. Chi volesse può sfumare la carne arrostita e infarinata con del vino bianco e poi aggiungere acqua & co.

Far sobbollire brevemente e aggiungere la frutta per macedonia. Quella in scatola ha il succo di conservazione: io metto anche quello, poiché il dolce bilancia l’acidità del curry. Ora aspettare che la salsa si addensi e, a piacere, si può mettere una noce di burro. Io di solito non la metto, perché con la farina viene cremoso comunque.

Vi assicuro che anche se solo con acqua viene saporitissimo. Accompagnatelo con riso o tagliatelle e gustate! 🙂

 

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La ricetta della zia Domenica – Pinolillo – La bevanda degli dèi maya

Gnam, solo a scriverne il nome mi viene l’acquolina in bocca!! 😉

Il Pinolillo è una deliziosa bevanda a base di cioccolato e farina di mais tipica del Sud America. È veramente fantastica e, nonostante io preferica la versione calda, da bere nelle fredde giornate invernali avvolta nella coperta di lana fatta dalla nonna, si può gustare anche fredda.

Ho diverse amiche sudamericane e grazie a loro sto scoprendo un passo per volta le meraviglie culinarie dei loro paesi di origine. Quando il mercato orto-frutticolo lo permette, faccio scorta di platano (la grande banana) per poi tostarlo e gustarlo con del guacamole fresco, o prendo mango e papaya per farmi delle rifrescanti e vitaminiche macedonie; raramente trovo la manioca, un tubero nero dalla polpa bianca che una volta cotto è una delizia per il palato, simile in cosistenza alle nostre patate. Ma tra tutte le ricette, con carne, con peperoncino, con spezie e cannella, quella che mi ha colpita dritta al cuore è stata quella del Pinolillo. La leggenda vuole che fosse la bevanda preferita dagli dèi.

La bevanda è tipica del Nicaragua e ho avuto modo di gustarla in una tipica tazza, ricavata da una zucca secca e intagliata con motivi folkloristici. La preparazione del Pinolillo è una tradizione in Nicaragua e c’è pure una canzone che ne spiega la storia: quando preparano il Pinolillo, le donne nicaraguensi usano una sorta di mestolo-frustino, che fanno girare tenendolo fra le mani mentre le fregano l’un l’altra. Se si sente un ticchettio, allora il Pinolillo sarà buono perché la donna è già “collaudata”. Questo semplicemente significa che la donna è sposata, quindi sa come badare a una casa (mettiamola così, è un po’ più osé in verità), e il ticchettio che si sente niente altro è che il suono che fa la vera  fregando contro il frustino! 😉

Ecco la ricetta.

Le quantità vanno “a stima”, dipende dai gusti di chi la fa (e la beve!!) 🙂

In un pentolino versare del latte, della farina di mais (in Svizzera abbiamo la farina bòna) e del cacao in polvere. Unire una stecca di cannella e, a scelta, dello zucchero. Far cuocere rimestando con cura con un frustino. Poco a poco il latte inizierà a gonfiare, togliere il pentolino dal fuoco e rimestare vigorosamente finché il latte non si abbassa di nuovo. Lasciare riposare e poi gustare filtrando prima i pezzi di cannella. La consistenza risulterà corposa (per via della farina).

Come vedete è molto semplice.

Per chi avesse un’intolleranza al latte, può preparare il Pinolillo anche con l’acqua. Il gusto varia leggermente, ma vi assicuro che è delizioso anche così.

Oltre alla cannella si può aggiungere una foglia di limone, ma personalmente non amo molto questa versione.

La ricetta originale prevede cacao in polvere, ma chi non dovesse amare il suo gusto amarognolo lo può sostituire con semplice cioccolata in polvere. Sta a voi decidere quanto volete dolce il vostro Pinolillo.