Mercoledì fai-da-te

Un post che ho letto sulla fame serale-notturna mi ha fatta riflettere. Effettivamente è al calar del sole che in me si sveglia il mostro famelico, quello che ama mangiare cibi goduriosi, che si lecca le dita e lecca pure il piatto vuoto. Insomma, quel bastardo (concedetemi il termine) che poi se la svigna quando c’è da fare sport e che non dà neanche una mano quando c’è da infilarsi un paio di pantaloni di lino che ormai sono troppo stretti.
Durante l’ultima settimana (diciamo gli ultimi giorni) prima della consegna della tesi, il suo brontolio, un suono sommesso e quasi gutturale, mi distraeva dai miei compiti, e come una nenia ipnotica mi convinceva a nutrirmi delle più disparate leccornie. Per mia fortuna la dispensa traboccava di carote e mele verdi, così la belva si è dovuta accontentare di azzannare innocenti tuberi e ignari frutti. Quando l’adrenalina aumentava, quando era forte la consapevolezza che la scadenza del termine di consegna era alle porte, ogni organo era concentrato sulla tesi. I miei sensi diventavano un tutt’uno, si fondevano e assieme lavoravano per mettere fine a un lungo capitolo della mia vita. Così le mie orecchie non sentivano il lamentoso richiamo del mostro affamato, il mio corpo non percepiva il suo lento ma inesorabile risveglio. E quasi mi dimenticavo di cenare. Peccato che star seduta tutto il giorno su una sedia e poi sdraiata nel letto non abbia aiutato un granché a limitare l’espansione millimetrica, ma costante del mio fondoschiena.
ora che il periodo della tesi è alle mie spalle, le giornate sono incentrate sullo studio per gli esami finali. L’afa è insopportabile e non aiuta ad essere applicata e impegnata nell’apprendere con costanza quanto raccontano i libri e gli appunti. Ma c’è un vantaggio: quando l’aria è tanto pesante, quando sembra di respirare fuoco, anche la belva si rintana al fresco, a dormire chissà dove. E mi lascia in pace. QUando il sole cala e l’aria si fa più fresca, da lontano giunge il suo brontolio affamato. E lì si scatena il turbine della fame compulsiva, ed io svanisco nelle spire di questo valzer della goduriosità.

Ho quindi deciso di tenermi occupata anche di sera. Io adoro il lavoro manuale. Da bambina alle scuole elementari i maschi facevano attività manuali e le bimbe “lavoro femminile”, cioè imparavamo a fare le brave massaie che attaccano bottoni e lavorano la lana. Io ero talmente negata che per finire, onde evitare una brutta (e inutile) nota sul libretto, sono stata trasferita con i maschi a lavorare il legno e levigare la roccia. Che bello! 😀 Prima di iniziare la tesi, quando avevo un po’ più di tempo a disposizione, ho iniziato a costruire casette in miniatura con materiale trovato nel bosco o sulla spiaggia: fiori, foglie, sassi, legnetti e cortecce, muschio, insomma, di tutto un po’. Poi, una volta finite, le sistemo nel giardino o nei vasi di fiori, quasi a creare un paesino immerso nella natura. Penso che riprenderò questo mio hobby, vuoi vedere che mi aiuta a rinchiudere il mostro una volta per tutte nelle mie viscere più profonde? 🙂

Si apre così un nuovo appuntamento quello con il mercoledì fai-da-te! ciaoooo

Lalla

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Hello world – sito in costruzione

Buongiorno! 🙂

Eccomi qua, pronta a iniziare questa nuova esperienza con un blog tutto mio, grazie al quale potrò condividere con voi passioni, curiosità, esperienze, opinoni. Sono molto emozionata e al momento anche incasinata: non avevo mai gestito un sito prima d’ora e devo ancora ambientarmi… quante possibili opzioni ci sono qua dentro?? Aiuto!!

Beh, come primo post direi che può bastare. Ci sentiamo presto con il primo vero post! Ciauuuu