I have a new blog (italiano – english)

Hi, I’ve a new blog which is also in english!

Feel free to visit me there! 🙂

http://lallasdiy.blogspot.com/

Ciao a tutti, il blog in inglese contiene più o meno gli stessi post che questo, anche se rimane più orientato su cucina e fai-da-te ed hauna simil-traduzione in inglese! 😉

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Sboccia il lunedì – Il giardino bonsai

Finalmente il nostro giardino sembra prendere forma. Quando l’abbiamo preso era ridotto maluccio, con l’erba alta alta che sommergeva due bellissime rose, dai colori vivaci e dal dolce profumo di nettare. Peccato che non abbiamo scattato foto prima di iniziare i lavori, il cambiamento che il nostro giardino ha subito in questi due mesi è sbalorditivo.
Nell’angolo del prato, nella zona bassa, abbiamo vangato e arato il terreno per poter creare un piccolo orticello che ci fornisse verdure ed erbette per tutta l’estate. Un lavoraccio incredibile, il terreno era pieno di piante infestanti e di sassi di tutte le dimensioni. Al costo di una sudata tremenda e di 5 fiacche per uno, siamo riusciti a smuovere la terra e a creare le aiuole. Il giardino, con l’erba appena tagliata e la terra viva appena smossa, finalmente iniziava a prender forma. La seconda tappa è stata quella di delimitare il bordo delle aiuole con delle lastre di pietra grandi come mattonelle: in questo modo le erbacce avrebbero faticato ad invadere l’orto. Non abbiamo dovuto andare a cercare chissà dove, le lastre erano ammuchiate alla bell’e meglio in un angolo del prato. Con le restanti piode e lastre abbiamo costruito un giardino-bonsai (vedi foto 1): con poca terra fresca e un po’ di pazienza siamo riusciti a far crescere delle Bocche di Leone e dei fiori dei quali non conosco il nome (vedi foto 2); lì accanto abbiamo posto un vaso con una pianta grassa e un vaso con un’ortensia rosa. Nel mezzo c’è un sasso-vulcano, ossia un sasso nel quale si è creato un cratere per mezzo di gocce d’acqua, che giorno dopo giorno, plic dopo plic, lo hanno scavato. Il muretto che c’è dietro al giardino-bonsai delimita la piccola aiuola dedicata alle erbette quali prezzemolo, erba cipollina, rosmarino,… Presto ci sarà un raccolto e non vedo l’ora di mostrarvi che bellezza di zucchine o pomodori ci regala tanta fatica! 🙂

ciaooo

Mercoledì fai-da-te

Un post che ho letto sulla fame serale-notturna mi ha fatta riflettere. Effettivamente è al calar del sole che in me si sveglia il mostro famelico, quello che ama mangiare cibi goduriosi, che si lecca le dita e lecca pure il piatto vuoto. Insomma, quel bastardo (concedetemi il termine) che poi se la svigna quando c’è da fare sport e che non dà neanche una mano quando c’è da infilarsi un paio di pantaloni di lino che ormai sono troppo stretti.
Durante l’ultima settimana (diciamo gli ultimi giorni) prima della consegna della tesi, il suo brontolio, un suono sommesso e quasi gutturale, mi distraeva dai miei compiti, e come una nenia ipnotica mi convinceva a nutrirmi delle più disparate leccornie. Per mia fortuna la dispensa traboccava di carote e mele verdi, così la belva si è dovuta accontentare di azzannare innocenti tuberi e ignari frutti. Quando l’adrenalina aumentava, quando era forte la consapevolezza che la scadenza del termine di consegna era alle porte, ogni organo era concentrato sulla tesi. I miei sensi diventavano un tutt’uno, si fondevano e assieme lavoravano per mettere fine a un lungo capitolo della mia vita. Così le mie orecchie non sentivano il lamentoso richiamo del mostro affamato, il mio corpo non percepiva il suo lento ma inesorabile risveglio. E quasi mi dimenticavo di cenare. Peccato che star seduta tutto il giorno su una sedia e poi sdraiata nel letto non abbia aiutato un granché a limitare l’espansione millimetrica, ma costante del mio fondoschiena.
ora che il periodo della tesi è alle mie spalle, le giornate sono incentrate sullo studio per gli esami finali. L’afa è insopportabile e non aiuta ad essere applicata e impegnata nell’apprendere con costanza quanto raccontano i libri e gli appunti. Ma c’è un vantaggio: quando l’aria è tanto pesante, quando sembra di respirare fuoco, anche la belva si rintana al fresco, a dormire chissà dove. E mi lascia in pace. QUando il sole cala e l’aria si fa più fresca, da lontano giunge il suo brontolio affamato. E lì si scatena il turbine della fame compulsiva, ed io svanisco nelle spire di questo valzer della goduriosità.

Ho quindi deciso di tenermi occupata anche di sera. Io adoro il lavoro manuale. Da bambina alle scuole elementari i maschi facevano attività manuali e le bimbe “lavoro femminile”, cioè imparavamo a fare le brave massaie che attaccano bottoni e lavorano la lana. Io ero talmente negata che per finire, onde evitare una brutta (e inutile) nota sul libretto, sono stata trasferita con i maschi a lavorare il legno e levigare la roccia. Che bello! 😀 Prima di iniziare la tesi, quando avevo un po’ più di tempo a disposizione, ho iniziato a costruire casette in miniatura con materiale trovato nel bosco o sulla spiaggia: fiori, foglie, sassi, legnetti e cortecce, muschio, insomma, di tutto un po’. Poi, una volta finite, le sistemo nel giardino o nei vasi di fiori, quasi a creare un paesino immerso nella natura. Penso che riprenderò questo mio hobby, vuoi vedere che mi aiuta a rinchiudere il mostro una volta per tutte nelle mie viscere più profonde? 🙂

Si apre così un nuovo appuntamento quello con il mercoledì fai-da-te! ciaoooo

Lalla